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San Giuseppe, storia e tradizioni

San Giuseppe, storia e tradizioni
Redazione 1 anni fa 158 Visualizzazioni Nessun commento

Oggi si celebrano San Giuseppe e la Festa del Papà, una tradizione introdotta dai monaci benedettini nel 1030, seguiti poi dai Servi di Maria (1324) e dai frati francescani (1399). Ma la festa divenne celebrazione canonica solamente nel 1621 con Papa Gregorio XV e San Giuseppe divenne patrono della Chiesa universale solamente nel 1870 grazie a Papa Pio IX.

La scelta di celebrarla il 19 marzo si deve alla tradizione orale - per la verità non supportata da alcuna documentazione - che identificava proprio nel 19 marzo il giorno della morte del padre putativo di Gesù, il falegname Giuseppe, che con coraggio e dignità accompagnò la Madonna nel glorioso compito di crescere il Figlio di Dio.

Sulla figura di Giuseppe anche i Vangeli non sono particolarmente ricchi di dettagli: del marito di Maria si conosce poco, soprattutto grazie a quanto riportato nei Testi Sacri di Luca e Matteo che scrivono del falegname solamente finché Gesù è ancora un bambino. L’ultima volta in cui viene citato, infatti, risale a quando Gesù, dodicenne, viene ritrovato proprio da Giuseppe al Tempio “seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava” (Luca 2, 47).

A Roma la festa di San Giuseppe ha avuto sempre una notevole importanza: nella Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, al Foro, la confraternita dei Falegnami organizzava solenni festeggiamenti e banchetti a base di frittelle e bignè, da cui il detto romano ‘San Giuseppe frittellaro’. La tradizione nell’800 è talmente radicata tra il popolo che viene ricordata da scrittori e poeti come il Belli e Zanazzo. Ma anche in tutto il resto d’Italia, la tradizione delle celebrazioni di San Giuseppe è forte e legata all’accoglienza dei poveri e al cibo: il più diffuso è la notissima “zeppola”, una ciambella - fritta o al forno - guarnita (e in alcuni casi anche farcita) di crema pasticciera con sopra delle amarene sciroppate.

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