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Il senso del rito delle ceneri riattualizzato alla luce della contemporaneità.

Il senso del rito delle ceneri riattualizzato alla luce della contemporaneità.
Redazione 7 giorni fa 432 Visualizzazioni Nessun commento

Con la giornata di oggi: ovvero il mercoledì delle ceneri ha inizio la Quaresima, il periodo di 40 giorni che precede la Pasqua e accompagna i fedeli verso questa importante tappa.
La giornata delle ceneri è un momento molto importante che apre il cuore a riflessioni quanto mai attuali in un momento come quello che stiamo vivendo.

La caducità e la brevità dell’esistenza, nonché l’importanza del pentimento nel cammino verso la Resurrezione sono i temi caldi del mercoledì delle ceneri.
Non essendo una giornata festiva e non potendo quindi abbandonare le attività lavorative per dedicarci alla meditazione che questa festa implicherebbe, si corre il rischio di sottovalutare questo importante momento che dà inizio al cammino verso la Pasqua.

L’antico rito lo riteneva così importante da prevedere un momento di penitenza collettivo, che si sarebbe concluso il Giovedì Santo con la Riconciliazione e la remissione dei peccati.
Oggi il mercoledì delle ceneri prevede esclusivamente il rito dell’imposizione delle polveri realizzate bruciando gli ulivi benedetti durante il periodo pasquale dell’anno precedente. A questo rito si aggiungono il digiuno e l’astinenza dalle carni.

Il digiuno

Quasi tutte le religioni utilizzano il digiuno come strumento di purificazione. Il digiuno quaresimale, che comincia con il mercoledì delle ceneri non è però semplicemente una forma di rinuncia ma è un grido di liberazione dai bisogni materiali per avvicinarsi e sentire di più le esigenze dello spirito, ed implica la possibilità di consumare un solo pasto completo durante la giornata, pasti leggeri ai soliti orari e nessun cibo extra. Fuori dai pasti invece sono consentite le bevande: anche tè e caffè.

L’astinenza

L’astinenza invece riguarda l’eliminazione totale di un cibo. Nel caso del mercoledì delle ceneri parliamo della carne.

Alla legge dell’astinenza sono tenuti coloro che hanno compiuto il 14° anno di età; alla legge del digiuno, invece, tutti i maggiorenni fino al 60° anno iniziato.

Il rito

Il rito celebrativo dell’imposizione delle ceneri resta però il momento clou della festa. Si tratta di un passaggio altamente meditativo che ci rimanda alla caducità dell’uomo dopo il peccato originale a quel “Polvere sei e polvere ritornerai" che nella Genesi viene imposto ad Adamo (Genesi 3, 19).
Allo stesso tempo questa riflessione sulla brevità della vita ci rimanda ai tempi imprevedibili che stiamo vivendo, alla necessità di purificare lo spirito come dice Gesù stesso.

“Vegliate e pregate per non cadere in tentazione . Lo spirito è forte ma la carne è debole”
Matteo 6,13;26,41

allo sposo che arriva e alla necessità di tenere viva la fiamma dell’amore che illumina il cammino.

Ma soprattutto a quel “Convertitevi e credete al Vangelo” (Mc 1, 15) che è poi la frase ripetuta al momento della presentazione all’altare per ricevere le ceneri.

Ecco allora il senso della festa. La rinuncia non è sofferenza, è gioia di alleggerire lo spirito, di purificarlo e profumarlo in attesa della festa.
In un momento complesso come quello che stiamo vivendo, mai come ora risultano attuali le parole di papa Francesco nell’omelia del febbraio 2020.

“Siamo polvere, terra, argilla, ma se ci lasciamo plasmare dalle mani di Dio diventiamo una meraviglia. Eppure spesso, soprattutto nelle difficoltà e nella solitudine, vediamo solo la nostra polvere! Ma il Signore ci incoraggia: il poco che siamo ha un valore infinito ai suoi occhi. Coraggio, siamo nati per essere amati, siamo nati per essere figli di Dio”.




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